LA DIETA DEL LEONE di Simone Caruso

Ogni giorno, Ghulam Mohammad Baksh, “The Great Gama”, conosciuto anche con il soprannome di Leone del Punjab, il più grande lottatore musulmano della storia, si alzava con un solo obiettivo in testa: essere il numero uno.
Nel tempo che noi impieghiamo per farci il caffè, prepararci e raggiungere il nostro luogo lavoro, lui, tanto per cominciare, affrontava quaranta uomini, scelti tra i migliori lottatori che potesse trovare in quel momento e li spingeva nella polvere, uno dopo l'altro, senza soste.
Poi iniziava la sua routine di allenamento, sempre quotidiana: cinquemila baithaks, un tipo particolare di squat e tremila piegamenti sulle braccia nella variante hindu.
Erano gli inizi del novecento, un tempo lontano ed un paese lontano, l'India, che all'epoca era ancora più povero di quanto non sia oggi.
Pochi erano gli attrezzi a disposizione, solo massi enormi e rozzi dischi di ghisa, nessun preparatore o evidenza scientifica, solo tanta volontà, una enorme volontà, la incontenibile voglia di essere il più grande di tutti i tempi.
E il Leone del Punjab lo fu.
Restò imbattuto e per tutta la sua lunga carriera agonistica, nonostante i grandi avversari affrontati, non conobbe mai la sconfitta.
La storia della sua incredibile vita merita di essere raccontata in più di un post, oggi vi parlerò solo di un dettaglio, una curiosità della sua leggendaria figura.
Con i suoi 168 cm per 100 kg di peso, The Great Gama, per sostenere il mastodontico dispendio di energie che il suo allenamento comportava e mantenere il suo compatto fisico da carrarmato inarrestabile, nella totale assenza di integratori alimentari di cui oggi disponiamo, pare mangiasse una mole spropositata di cibo.
Ingurgitava quotidianamente dieci litri di latte, una quantità industriale di burro, chili di frutta, ben sei polli lessi e mandorle, tantissime mandorle che usava farsi tritare e macinare per produrre una bevanda tonica dall'enorme indice calorico.
Viene il dubbio che forse, sotto sotto, il soprannome di “ The Great” derivasse dalla sua grande abilità di lottatore, ma quello di “Leone”, oltre che dal suo coraggio nell'arena, anche dallo stupore di chi fosse incaricato di occuparsi di preparagli da mangiare.
Sicuramente avranno avuto l'inquietante impressione di servire un pasto pari a quello necessario a sostenere il re dei felini.
[In foto, un giovane Great Gama esegue un "Hindu Push-Up"]

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